Confapi ha partecipato alla consultazione sul decreto correttivo del nuovo Codice Appalti, trasmettendo contributi e proposte relative al provvedimento predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e preliminarmente presentato al Consiglio dei Ministri.

Il decreto recepisce numerose delle nostre istanze tra cui: l’eliminazione del rating di legalità come requisito per l’ottenimento del rating di impresa, che diventa facoltativo; l’estensione a 10 anni del periodo di attività documentabile per il rilascio delle attestazioni SOA; il ridimensionamento dell’obbligo di presentare in gara la terna di subappaltatori e il divieto di ribasso sui costi della manodopera nei confronti delle imprese subappaltatrici inteso come obbligo del rispetto dei minimi contrattuali.

Il testo contiene inoltre importanti modifiche sulle opere di urbanizzazione secondarie sotto soglia che potranno essere aggiudicate con procedura negoziata senza bando di gara; sulla quota di subappalto ammessa che diventa il 30% dell’importo della categoria prevalente; sugli appalti integrati con la facoltà della stazione appaltante di affidare l’esecuzione dei lavori sulla base del progetto definitivo, con particolare riguardo ai progetti già approvati alla data di entrata in vigore del nuovo codice.

La Confederazione ha tuttavia presentato ulteriori osservazioni per riaffermare principi ed istanze fondamentali per l’accesso delle Pmi negli appalti pubblici e per il miglioramento del quadro normativo esistente. Fra queste il richiamo espresso al principio di univocità in tutte le disposizioni che riguardano gli adempimenti procedurali al fine di garantire una effettiva “sburocratizzazione”; l’opportunità di eliminare la facoltà della stazione appaltante di decidere, per ogni singolo appalto, se ammettere il subappalto; l’inserimento, tra i limiti ed i requisiti di qualificazione del contraente generale, l’obbligo del rispetto dei termini di pagamento nelle transazioni commerciali prescritti dalla normativa europea.